Steve McCurry presenta a Forlì ‘’CIBO’’

Il maestro indiscusso della fotografia contemporanea, inaugura a Forlì una mostra di suoi scatti sul tema del Cibo. Lo  abbiamo incontrato e intervistato

Quando la cucina incontra un fotografo questi diventano arte, ma quando la cucina incontra Steve McCurry l’arte si eleva e diventa magia.

La mostra

Steve McCurry presenta a Forlì ‘’CIBO’’
La locandina della mostrta

Un racconto fotografico sul cibo e sul suo ciclo della vita, dalla produzione al consumo, che punta a riflettere sul suo valore, sullo spreco alimentare e sulla cultura che esso racchiude, in quanto ponte tra i popoli.

Una mostra con immagini in gran parte inedite, che si sviluppa in 5 sezioni: il ciclo della vita del cibo, il pane come alimento primario, la produzione del cibo, la sua trasformazione e la condivisione. Le foto, scattate tra America Latina, Asia ed Europa, mirano a riportare il cibo al suo valore centrale per la vita.

Tutto questo nella città di Forlì, dove il Maestro della fotografia Steve McCurry sarà esposto dal 21 settembre al 6 gennaio 2020 presso i musei di San Domenico.

McCurry è il fotografo dell’attesa, sa rappresentare la povertà, il suo sarà un viaggio nel cibo come diritto alla vita», dice Monica Fantini, ideatrice del Buon Vivere e della rassegna assieme a Fabio Lazzari.

Sempre Fabio Lazzari sostiene che “McCurry è un cacciatore di storie, non di immagini, e temi universali come la condizione della donna e lo sfruttamento del lavoro emergono con prepotenza dalle sue immagini. L’arte ovviamente non dà risposte, ma suggerisce domande. Le sue fotografie sono sassi lanciati in uno stagno, che provocano tante onde e sollecitano vari livelli di lettura“.

A Peter Bottazzi è affidato l’allestimento, fatto per visitatori non passivi. Ogni stanza avrà un’ambientazione specifica con colori diversi.

 

L’intervista

Il nostro amico giornalista Daniele Tigli di Radio Studio Delta (in foto, n.d.r.) ha incontrato l’artista americano, ponendoli alcune domande di nostro interesse:

Signor McCurry è un grande onore incontrarla a Forlì per questa nuova esposizione che girerà presto il mondo, perché ha scelto come titolo del suo progetto la parola italiana ‘’cibo’’ e non ‘’food’’?

Perché siamo a Forlì, in Italia, è scontato esporla in italiano, inoltre trovo che sia una bellissima parola

Attraverso le immagini, circa 80 scatti, sembra quasi che gli alimenti da lei fotografati si possano gustare, com’è possibile questa sua abilità?

La cosa più importante di questi quarant’anni di lavoro è saper riuscire ad emozionare, a raccontare una storia, è questo quello che conta davvero nel mio lavoro.

Conoscerà sicuramente Greta Thunberg, che oggi ha ispirato milioni di persone a portare i loro corpi in piazza per dimostrare ancora una volta come sia necessario cambiare il nostro modello di sviluppo. Questo ha a che fare anche con il rapporto con il cibo…lei cosa ne pensa?

Il cambiamento climatico è una questione molto seria: c’è disuguaglianza, spreco di cibo e alcuni mangiano troppo trovandoci a risolvere problemi di obesità mentre tragicamente, e questo purtroppo l’ho costatato nei miei viaggi, i bambini in alcuni paesi non riescono nemmeno a nutrirsi.

Dobbiamo assolutamente rivedere questo modello e aiutare questi bambini a creare un modo più sostenibile.

-Può apparire una domanda banale, ma qual è il suo cibo romagnolo preferito qui in Romagna?

Tagliatelle! Con quel vostro magnifico ragù abbinato ad un buon rosso della vostra regione, ed impazzisco anche per i vostri dolci! Per me e per mia moglie anche stavolta è stata una bellissima esperienza. Ricorderò le tante cene meravigliose e spero di ritornare presto qui in Romagna.

 

 Cibo disuguaglianze, sprechi alimentari e sostenibilità

Questa esposizione quindi è incentrata sullo spreco del cibo e su come il mondo a seconda del continente abbia la percezione di esso.

Ma quali sono i numeri a riguardo?

Stando all’analisi realizzata dalla FAO, gli sprechi alimentari nel mondo ammontano a più di 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, pari a circa un terzo della produzione totale.

Con il cibo sprecato vengono, infatti, gettate via risorse come acqua, fertilizzanti, suolo, combustibili fossili e fonti energetiche di ogni tipo; per non parlare dello spreco economico e dello spreco in termini di risorse umane, gran parte del fabbisogno idrico mondiale è legato proprio alla produzione di cibo e lo spreco alimentare è sinonimo di spreco d’acqua.

Col tempo l’uomo non ha certamente migliorato queste condizioni: dal 1974 a oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50% ma solo di recente, complice la crisi economica globale, la questione è finalmente percepita come un vero problema.

II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti finisce in discarica, in Gran Bretagna si buttano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile, per un costo annuale di 10 miliardi di sterline, in Svezia, mediamente ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato.

In Italia qualcosa si muove, ma i numeri dello spreco restano ancora ancora inquietanti: nel giro di un anno, si spreca cibo pari fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana. Un anno di spreco alimentare in Italia sfamerebbe ben 44.472.924 abitanti, avete capito bene, quasi 44 milioni e mezzo di persone.

Stando a una ricerca scientifica dell’Università di Napoli, nel 2012, lo spreco alimentare in Italia ha toccato i 1.226 milioni di metri cubi d’acqua impiegata per la produzione del cibo che è poi stato gettato via senza essere consumato, uno spreco idrico incredibile se si pensa che la stessa quantità di acqua avrebbe potuto soddisfare il fabbisogno idrico annuo di 19 milioni di persone.

Per salvare il mondo è importante capire che lo spreco è il primo modo per distruggerci, nel 2013 è stata istituita dal Ministero dell’ambiente la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare, da ricordare il quinto giorno di febbraio, non solo per recuperare lo spreco alimentare prodotto dagli italiani ma soprattutto per prevenirlo.

Coi uniamo alle voci di Greta Thunberg e Steve McCurry, perché il mondo merita qualcosa di meglio.

A. B.

Autore dell'articolo: Redazione