La ivolta del latte

Da giorni gli allevatori sardi manifestano gettando migliaia di litri di latte a terra, gesto disperato, che sta a significare  tutti i sacrifici di una famiglia gettati inutilmente.  Chiedono che i consorzi industriali paghino una cifra equa per la loro materia prima, che serve in gran parte per fare il Pecorino romano (famosissimo in tutto il mondo).

Oggi i proprietari dei caseifici di pecorino romano pagano il latte di pecora 60 centesimi al litro, mentre gli allevatori chiedono un euro al litro. L’Ismea ha accertato che gli allevatori perdono 14 centesimi per ogni litro di latte venduto, nonostante si tratti di un settore sostenuto da premi. Il crollo dei prezzi del latte ovino sardo si era fatto sentire già nel 2018: da luglio a dicembre il prezzo – Iva inclusa – è sceso da 0,79 euro a 0,62 euro di fine anno. Ora è a 0,60 al litro. In sette mesi, da luglio 2018 a gennaio 2019, gli allevatori hanno perso 19 centesimi al litro sul fronte dei prezzi alla stalla.

In poche parole, i produttori di pecorino, vendono il latte sotto costo di produzione, dunque escludendo i premi il guadagno è nullo (per non dire in perdita).

Il dovere dello stato è di difendere le aziende nostrane che da generazioni producono prodotti eccellenti, sani e degni di essere protetti;

oggi invece abbiamo delle capre con giacca e cravatta, che non riescono a comprendere il dolore del sacrificio dei nostri connazionali mentre subiscono questa vera e propria espropriazione dei beni, ai pastori non hanno tolto solo lo stipendio, ma anche la dignità.

Per capire la gravità del problema a livello nazionale osserviamo questi dati del consorzio di tutela del pecorino romano dop.

Un settore chiave

La pastorizia resta uno dei settori chiave nell’economia della Sardegna: dopo la benzina e il gasolio della raffineria Saras, il prodotto più esportato è il pecorino romano dop, acquistato per più del 60 per cento negli Stati Uniti. Secondo i dati (a cui sono affiliati 34 dei 41 caseifici che lo producono) ogni anno più della metà del latte sardo è trasformato in questo tipo di formaggio (circa 160 milioni di litri su 300 milioni).

La filiera è regolata da quote di produzione che non dovrebbero essere superate dai vari caseifici. Su queste soglie dovrebbe vigilare il consorzio di tutela del pecorino romano dop, ma le multe sono considerate irrisorie da molti produttori e così spesso le quote non sono rispettate. Nel tempo, la produzione in eccesso ha fatto crollare il prezzo del formaggio, passato da quasi dieci euro al chilo nel 2015 a quasi sei euro oggi. Gli effetti ricadono sui 12mila allevamenti ovini che ci sono in Sardegna, dove si trova il 40 per cento delle pecore in Italia.

Negli ultimi giorni le proteste si sono espanse anche nelle altre regioni italiane come la Sicilia.

Come scritto da Alan Scifo su Repubblica, in questo venerdì la protesta siciliana parte da Poggioreale: e qui circa 300 produttori si sono dati appuntamento versando anche loro simbolicamente del latte dai propri barili.

Non ci sono stati momenti di tensione, né di disagio: infatti, la protesta ha avuto luogo nei terreni adiacenti alla SS 624, la cosiddetta “fondovalle” che collega Palermo con Sciacca. Il tutto è avvenuto nei pressi del bivio di Poggioreale, senza però arrivare ad occupare la stessa statale.

Si è trattata della prima manifestazione del genere in Sicilia, la mobilitazione resta alta anche in attesa degli incontri previsti a Palermo tra produttori ed il presidente Musumeci.

 

Il commento

Sono sempre stato un ragazzo attaccato fieramente alle proprie tradizioni alimentari, dunque posso percepire personalmente il dolore dei pastori, non solo sardi, ma italiani di ogni regione.

Lo stato Italiano dovrebbe difendere non solo il latte, ma ogni prodotto nostrano, difendendo quel marcato ‘’made in Italy’’ che ha reso il nostro paese un’eccellenza mondiale.

Comprare il latte all’estero, si sa, costa meno, anche se poi la qualità di ciò che arriva davvero non è nemmeno paragonabile in un universo parallelo.

I produttori italiani di latte, olio, salumi, frutta e verdura in generale hanno poco in comune, se non che vengono apprezzati da tutto il mondo, ma sembra che l’unico stato che non apprezzi il loro lavoro sia proprio l’Italia, il loro paese.

Non voglio parlare di dazi, di nuove leggi o di nuove proteste, ma più che altro voglio invitare i nostri lettori a pensare all’importanza di acquistare made in italy, prodotti a km 0, tutti prodotti legati alla dieta mediterranea, la più sana del mondo, così saprete di certo che cosa mangiate oltre ad avere una qualità statisticamente eccellente nelle vostre tavole.

Oltre ad appoggiare pienamente la protesta dei pastori, appoggio con grande fervore anche i produttori di olio, che  secondo i dati di Prandini (Coldiretti) ha affermato, “crollo produzione nazionale e aumento arrivi dall’estero evidente il rischio frodi e sofisticazioni’’.

Non è concepibile che uno stato non sia in grado di far valere i propri prodotti, incapace di comunicare con l’Europa la nostra sofferenza in merito alle falsificazioni e agli abbassamenti di prezzi.

Giuste le proteste, ingiusto il silenzio da parte dell’Europa.

 

A.B.

 

 

Fonti:

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjOzqyO88DgAhWR_qQKHcsaAWIQFjAAegQIChAB&url=https%3A%2F%2Fwww.agensir.it%2Fquotidiano%2F2019%2F1%2F8%2Fcrisi-olio-prandini-coldiretti-con-crollo-produzione-nazionale-e-aumento-arrivi-dallestero-evidente-il-rischio-frodi-e-sofisticazioni%2F&usg=AOvVaw20HaxqKVeQJBOZNDOM2NHC https://www.internazionale.it/notizie/monia-melis/2019/02/13/latte-sardegna-pastori-proteste

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiUnsPE9cDgAhVNDewKHSXzALsQ0PADMAJ6BAgAEA0&url=http%3A%2F%2Fwww.lanuovasardegna.it%2Fregione%2F2019%2F02%2F16%2Fnews%2Frivolta-del-latte-sul-piatto-49-milioni-per-un-accordo-1.17760976&usg=AOvVaw1DoGyS-pLEeGWUPLi2u21B

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=6&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjPzvne9cDgAhVL_qQKHSyuCfsQFjAFegQICRAB&url=https%3A%2F%2Fwww.michelesantoro.it%2F2019%2F02%2Frivolta-pastori-sardi-prezzo-latte%2F&usg=AOvVaw34kPXnKu0vhce23962tySh

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=9&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjPzvne9cDgAhVL_qQKHSyuCfsQFjAIegQIAhAB&url=http%3A%2F%2Fwww.lanuovasardegna.it%2Fregione%2F2019%2F02%2F14%2Fnews%2Frivolta-del-latte-ancora-una-fumata-nera-il-tavolo-della-trattativa-torna-in-sardegna-1.17755777&usg=AOvVaw3hEqTMmUk0Zx2UhsGsLSO

Autore dell'articolo: Redazione