Lo zucchero: la causa di tutti i nostri mali…?

Quando si parla di diabete, l’associazione mentale immediata è con lo zucchero: “Chi mangia troppi zuccheri, soffrirà di diabete”. Stesso dicasi per obesità, malattie cardiovascolari e carie ai denti… Ma è davvero una così solida equazione? Possiamo addossare allo zucchero la colpa di tutti i nostri mali?

Zuccheri e carie: non è la quantità, ma la permanenza

Certo, sulle carie non ci sono più dubbi: lo zucchero nutre i batteri che si trovano nella bocca e che causano il deterioramento dentale.

Eppure, anche in questo caso, non è lo zucchero in sé da condannare, quanto la precaria igiene dentale: è infatti il lasso di tempo in cui i denti sono a contatto con gli zuccheri – e non la loro quantità complessiva – a provocare i maggiori danni: una fetta di torta fa dunque meno male di 3-4 caramelle mangiate a scaglioni durante la giornata. Si tratta quindi di rischi che, lavandosi i denti dopo l’assunzione di cibi zuccherati, si riducono considerevolmente. Il punto è che molte volte si esprime una condanna senza appello per un certo ingrediente, laddove sono le nostre abitudini rispetto a quell’ingrediente, a risultare più dannose.

Zuccheri, diabete, obesità e malattie cardiovascolari: forse sorprendentemente, ma non vi è nessuna correlazione diretta

La pubblicazione in questi giorni sull’American Journal of Epidemiology di uno studio durato ben 16 anni ha sollevato un polverone, perché – non senza sorpresa – smentisce la correlazione diretta tra zuccheri e diabete.

Non è certamente la prima ricerca che porta a questi risultati ma, rispetto alle precedenti, qui si tratta di uno studio epidemiologico molto vasto, realizzato da un gruppo di ricerca formato da scienziati e ricercatori di diversi istituti e università, che hanno monitorato per ben 16 anni i biomarcatori dello zucchero presenti nelle urine di 82.254 donne in post menopausa.

Il rischio relativo tra diabete di tipo 2 e zuccheri è risultato pari a 0,94 (IC 95%: 0.77, 1.15), e il rischio relativo per le malattie cardiovascolari è risultato 0,97 (0,87, 1,09). Sono numeri che dimostrano gli zuccheri – tutti, dal saccarosio al fruttosio, fino al lattosio – non provocano e non sono causa diretta né del diabete di tipo 2 né delle malattie cardiovascolari.

Per gli autori della ricerca, l’incremento del rischio di contrarre queste malattie aumenta dunque in proporzione diretta con l’introito calorico totale e con uno stile di vita eccessivamente sedentario, non per colpa di un singolo nutriente all’interno della dieta.

Perché, rispetto ad altri studi, questo è così importante?

Non tutte le riviste scientifiche hanno lo stesso grado di “autorevolezza”: quella dove è stata pubblicata questa ricerca ha molto peso. Quest’autorevolezza si misura con l’Impact Factor, un indice sintetico che misura l’importanza di una rivista scientifica all’interno del mondo accademico, e che si calcola principalmente in base al numero medio di citazioni ricevute in un particolare anno dagli articoli che essa ha pubblicato. Quello dell’American Journal of Epidemiology nel 2018 è 4.322 (5.637 se si prendono in considerazione gli ultimi 5 anni), quindi decisamente significativo.

Inoltre, i risultati di questa indagine sono frutto di dati scientifici, realizzati raccogliendo e analizzando attraverso un algoritmo specificatamente ideato dai ricercatori, i risultati delle analisi delle urine, in particolare le informazioni rivelate dai biomarcatori dello zucchero.

Rispetto ai dati raccolti negli studi osservazionali, derivanti per lo più dai diari alimentari dei soggetti arruolati negli studi, qui l’oggettività dei dati è molto più netta e trasparente, decisamente affidabile, quindi.

Inoltre: se togli lo zucchero non eviti il cancro

Un altro mito da sfatare è quello che vede lo zucchero come causa diretta dell’insorgenza di tumori; eppure non esiste nessuno studio che abbia mai individuato una correlazione diretta.

Ci si confonde, probabilmente, quando si parla di nutrimento e morte cellulare: tutte le cellule di un organismo vivente utilizzano lo zucchero per crescere e moltiplicarsi, incluse quelle tumorali. Ma anche le normalissime cellule sane.

Esperimenti in laboratorio, in vitro, hanno dimostrato che, togliendo lo zucchero alle cellule tumorali, esse muoiono. In condizioni di normalità, invece, succede qualcosa di diverso: all’interno del corpo umano, dove lo zucchero è indispensabile per il cervello, e quando esso è deprivato di zuccheri, il copro si attiva per crearli da sé, intaccando le proteine.
Di certo, chi è in sovrappeso o obeso, assume troppo di tutto, in primis di zucchero: ma è proprio la condizione di obesità, con tutti gli squilibri biochimichi che essa genera, quella che innalza di per sé il rischio di ammalarsi di cancro, diabete o di danneggiare cuore e arterie. Lo spiegano molto bene Milena Gabanelli e Silvia Tunin in questo dossier di Data Room per il Corriere della Sera

Per aiutare dunque un corpo colpito da un cancro a sconfiggere la malattia bisogna certamente moderare il consumo di zuccheri: così come di tutti gli altri alimenti. Insomma: una sana ed equilibrata Dieta Mediterranea, resta la migliore delle soluzioni.

 

Fonte infografica: https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/zucchero-dose-giornaliera-non-superare-tumore-cancro-dieta-sovrappeso-alimentazione/60d3338e-70b9-11e8-8f08-e72858c58491-va.shtml

Zucchero: il capro espiatorio?

Negli ultimi anni, cibo e alimentazione sono finiti al centro del dibattito pubblico, non senza storture.

L’attenzione sulla corretta alimentazione e sulla salubrità dei cibi è, senza ombra di dubbio, un trend positivo tipico delle società occidentali e industrializzate, dove purtroppo obesità e malattie croniche mietono ogni anno moltissime vittime.

Purtroppo però, troppo spesso prendono piede leggende metropolitane, falsi miti e vere e proprie fake-news che non solo danneggiano di volta in volta l’intera filiera dell’alimento (o dell’elemento nutritivo) che finisce sotto attacco, ma, soprattutto, non aiutano ad invertire la rotta di chi segue uno stile di vita nocivo per la propria salute.

Già nel 2015, in occasione della conferenza “Food safety and nutrition in 2050” organizzata ad ExpoMilano 2015, intervistando il Direttore della sezione per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero della Salute Italiano, Dott. Giuseppe Ruocco, eravamo arrivati alle stesse conclusioni: “Ogni alimento può essere buono o cattivo, dipende dalla quantità o dall’uso che se ne fa all’interno di una dieta più o meno bilanciata. Riteniamo quindi che sia questo l’aspetto che bisogna considerare, e non ‘etichettare’ i prodotti in modo troppo semplicistico. La prova che quello che noi diciamo è corretto, sono proprio i paradossi venuti fuori in Inghilterra applicando il criterio dei semafori [alimentari nda]”.

La guerra al singolo alimento rasserena gli animi perché permette di individuare un bel capro espiatorio, ma ci deresponsabilizza tutti dall’impegnarci in una sana ed equilibrata dieta e in un frequente e sano movimento fisico, e può inoltre generare storture nutrizionali, con carenze nutritive che indeboliscono la salute generale dell’organismo, senza incidere in modo significativo né sull’ago della bilancia né sui danni causati dalla sedentarietà.

Il punto della situazione: quindi, quanto zucchero possiamo consumare?

L’OMS ha stabilito che 5 cucchiaini (ovvero 25 grammi) di zuccheri è la dose giornaliera consigliata. Non solo è bene non superarla, ma è importante non scendere nemmeno al di sotto, per non incorrere in carenze nutritive e danni alla salute: basti ricordare che gli zuccheri sono il principale “carburante” per il nostro cervello.

Al momento, però nessun Paese occidentale riesce ad attenersi a questi livelli, e molto dipende dal generale aumento del sovrappeso e dell’obesità – chi consuma molto zucchero tendenzialmente ne desidera sempre di più – nonchè da forme di marketing alimentare fuorviante.

Leggende metropolitane, falsi miti, prodotti light e fake news sullo zucchero

L’ente italiano Crea – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, con il quale collaboriamo da diversi mesi divulgando i risultati dei loro lavori attraverso la sezione NEWS DAL CREA, si è giustamente occupato anche dello zucchero, stilando delle linee guida che vi invitiamo a leggere e scaricare da questo link:

Ci teniamo però a riprendere il loro elenco sulle false credenze riguardo gli zuccheri, un ottimo “debunking” di tantissime delle fake news più frequenti e ri-condivise sul web:

TROPPI ZUCCHERI PROVOCANO DISTURBI NEI CIMPORTAMENTI DEI BAMBINI?

FALSO!

Molti approfonditi studi hanno smentito l’ipotesi che lo zucchero (in particolare il saccarosio) provochi alterazioni del comportamento – come l’iperattività – o condizioni in qualche modo le capacità di apprendimento nei bambini.

CALORIE E CARATTERISTICHE NUTRITIVE DELLO ZUCCHERO GREZZO (O ZUCCHERO DI CANNA) SONO DIVERSE RISPETTO A QUELLE DELLO ZUCCHERO BIANCO?

FALSO!

Lo zucchero grezzo (che si ricava sia dalla canna da zucchero che dalla barbabietola) è semplicemente uno zucchero non totalmente raffinato: le differenze di colore e sapore dipendono infatti dalla presenza di piccole quantità di residui vegetali (melassa) che non vantano particolari significati nutrizionali. Insomma, tra l’uno e l’altro, cambia pochissimo a livello calorico e assolutamente zero a livello nutrizionale. Il loro indice glicemico, inoltre, è esattamente lo stesso, ovvero 70.

I SUCCHI DI FRUTTA “SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI” SONO PRIVI DI ZUCCHERI?

FALSO!

Questa dicitura in etichetta sta a segnalare che non sono stati aggiunti zuccheri esterni, ma questi succhi contengono comunque gli zuccheri naturali della frutta – saccarosio, fruttosio e glucosio, nella misura dell’8-10%, e quindi forniscono circa 70 kcal per bicchiere (200cc).

LE CARAMELLE E LE GOMME SENZA ZUCCHERI FANNO MALE ALL’INTESTINO?

FALSO!

Dipende tutto dalla moderazione: sono dolcificate con polialcoli (sorbitolo, xilitolo, emaltitolo) quindi possono indurre un effetto lassativo nell’adulto, ma solo quando il loro consumo supera 20 g/giorno, pari a circa 10 caramelle.

I PRODOTTI “LIGHT” SENZA ZUCCHERO NON FANNO INGRASSARE?

FALSO!

Non contenere zuccheri ma altri dolcificanti non riduce così nettamente le calorie totali da rendere “dietetico”, ad esempio, un pacco di biscotti; molti di questi prodotti apportano ifnatti calorie anche in notevole quantità. Inoltre, l’uso di questi alimenti induce un falso senso di sicurezza che porta molto spesso a consumarne quantità eccessive, tanto da finire per assimilare più calorie di quante se ne sarebbero assunte con una dose ragionata dello stesso alimento “non light”.

 

In definitiva, non abbiate alcun timore a consumare zuccheri, purchè con moderazione, nell’ambito di una dieta bilanciata e varia, e facendo un adeguato movimento fisico!

Autore dell'articolo: Redazione